Quanto ci manca Marchesi, con lui la vita era una gag

20/08/2012

«Vorrei non morire, per vedere come va a finire».Marcello Marchesi aveva sessantasei anni e chi stava di fronte a lui, nelle acque blu di san Giovanni in Sinis, nel golfo di Oristano, vide, sgomento, come andò a finire. Marchesi provò a fare una capriola tra le onde, volendo imitare il suo pazzo amico Walter Chiari. Uno scoglio nascosto eun’onda maledetta lo ferirono al capo, una, due, trevolte, Marchesi agitando appena le mani non trovò più luce e vita mentre Massimo, il figlio che aveva due anni, nulla capiva di quei fotogrammi e mentre Francesca, la moglie di Marcello,intuì il peggio. Quella non era una gag, non era una battuta, una delle mille geniali, di un signore di mezza età. Era il tentativo fallito di vivere e non sopravvivere, come gli era riuscito da sempre, quando scriveva per Bertoldo o Marc’Aurelio, quando riempiva pagine, fogli di quaderno, morsi di giornali, pizzini, dovunque, comunque, perché lo scritto era figlio del pensiero,fresco,giovanile,immediato ...

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