Un teatro all’Idroscalo per ricordare il genio di Walter Chiari

21/12/2011

Un teatro all’Idroscalo per ricordare il genio di Walter Chiari
di Stefania Vitulli
Nel ventennale dalla scomparsa, la Provincia ha dedicato all’attore lo spazio 
che inaugurerà la prossima primavera
La rivista, il teatro leggero, la commedia musicale, il teatro di prosa e poi il 
cinema, con nomi come Luchino Visconti, Anna Magnani, Ugo Tognazzi, Rascel, 
Alberto Sordi, e infine la televisione, il mezzo che gli fu forse più 
congeniale, in cui con monologhi e sketch indimenticabili portò tutto il suo 
spirito e il suo carisma di affabulatore comico. E poi la vita privata, quanto 
mai travagliata e scandalosa, a partire dalle donne, tutte bellissime, tutte 
innamoratissime di lui: Elsa Martinelli, Delia Scala, Lucia Bosé, Mina, la 
moglie Alida Chelli, mamma di Simone Annicchiarico, e Ava Gardner. «Disimpegno, 
destrismo e leggerezza, questo ha sempre rappresentato Walter Chiari per la 
sinistra colta. Anche se poi alla fine, quando da vecchio non lo voleva più 
nessuno, fu proprio lo Stabile di Torino a salvarlo e dargli lavoro».
Anche così il critico e autore Tatti Sanguineti ieri a Palazzo Isimbardi ha 
commentato la figura di un milanese d'adozione - nato a Verona nel 1924, era di 
origini pugliesi - che ha segnato per sempre la storia dello spettacolo 
italiano. Un ricordo dedicato a chi, come ha detto ancora Sanguineti «non amava 
affatto guardarsi indietro perché a furia di flashback viene il torcicollo». 
L'occasione è un anniversario importante, celebrato con un evento altrettanto 
importante: a vent'anni esatti dalla morte dell'attore, comico e conduttore 
televisivo, il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e il project 
manager di Idroscalo Cesare Cadeo hanno illustrato il progetto di realizzazione 
per un nuovo teatro all'aperto intitolato alla memoria di Walter Chiari e, ha 
aggiunto Podestà: «Personalmente, indicherò il noto attore per l'assegnazione 
alla memoria del Premio Isimbardi, la massima onorificenza della Provincia di 
Milano».Il Teatro sarà aperto proprio nel Parco acquatico dei milanesi, 
ospitando come prima voce del cartellone una retrospettiva dedicata a Chiari. 
Retrospettiva in cui, come suggerisce Sanguineti, organizzare magari una «Gara 
estiva di Sarchiapone, dove alcune coppie di comici del nostro tempo possano 
esibirsi in uno dei pezzi più complessi della tradizione comica, così difficile 
da far impallidire certi Amleto». O in cui mostrare per intero il prezioso 
archivio video - la maggior parte del quale di proprietà della famiglia di un 
milanese doc come Marcello Marchesi, oltre che uno dei più grandi autori comici 
italiani, uno degli sceneggiatori di Chiari - di cui ieri Sanguineti ha dato un 
assaggio: sequenze, di oltre tre minuti, in 16 mm a colori (senza audio), 
registrate da Marchesi a metà degli anni Cinquanta, che mostrano Walter Chiari, 
insieme a Bice Valori, Aroldo Tieri e altri volti noti dello spettacolo, durante 
le riviste Controcorrente, Oh quante belle figlie Madama Dorè, e I saltimbanchi. 
Sequenze particolarmente curiose: «Compaiono già allora i marchi delle ditte 
sponsor, perché Walter credeva molto nel privato» chiosa ancora Sanguineti. «E 
alcuni degli sketch sono davvero spinti, anche se non proprio cochon. Poi ci 
sono scenette comico-romantiche dedicate a Peynet, che in quel periodo era in 
Italia e imitazioni irresistibili come quella di Marlon Brando».
Il «Teatro Walter Chiari» dovrebbe inaugurare alla fine della primavera 
prossima, presumibilmente a giugno: «Walter Chiari rappresenta, ancora oggi, una 
delle figure più belle dei nostri anni giovanili capace di influenzare qualche 
decennio di vita degli italiani - ha dichiarato il presidente Podestà - 
soprattutto quelli appartenenti alla mia generazione».

 

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